Apparecchio di contenzione

Ortodonzia

L’apparecchio di contenzione, o contenitivo, è un trattamento di mantenimento obbligatorio dopo una terapia ortodontica o un intervento di chirurgia ortognatica. Fisso o mobile, non richiede un lungo impegno da parte del paziente. A livello estetico è poco visibile e per nulla doloroso.

Cos’è e perché è importante

L’apparecchio di contenzione è una sorta di mascherina realizzata in laboratorio sulla base delle esigenze di ogni singolo paziente. Pensato per adattarsi perfettamente alla bocca, il dispositivo è costituito da fili metallici oppure realizzato in resina trasparente.

La fase successiva alla terapia ortodontica è assai delicata e non seguendo alla lettera i consigli dello specialista si rischia di incorrere nel progressivo disallineamento dei denti e, di conseguenza, nel deturpamento della bellezza e della funzionalità del sorriso.

Come tutti gli organi del nostro corpo, anche i denti possiedono una cosiddetta “memoria di posizione”, ciò significa che sollecitati dalla pressione della masticazione, dal movimento dei muscoli delle labbra, delle guance e della lingua, nel tempo, gli elementi dentali tendono a tornare nella loro posizione originaria.

Ma qual è esattamente il compito dell’apparecchio di contenzione? Semplice: mantiene inalterata la posizione dei denti fino al completamento delle ossa mascellari e dell’apparato stomatognatico, evitando una recidiva ortodontica.

Recidiva ortodontica

La recidiva ortodontica è un fenomeno di disallineamento importante e può interessare sia adulti che bambini.

La fase che segue la terapia ortodontica è molto complessa: dopo anni di apparecchio fisso, il paziente può andare incontro al reale rischio che i denti riprendano la posizione originaria e non solo a causa della memoria di posizione.

Ogni giorno, infatti, la bocca è sottoposta a diverse forze muscolari e sono tante anche le cattive abitudini: respirazione orale, bruxismo, onicofagia, portare oggetti alla bocca come matite e penne facendo leva sui denti. Lo spostamento avviene perché gli elementi dentali non risultano ancora consolidati nella loro nuova posizione.

L’unico metodo efficace per prevenire una recidiva è il ricorso all’apparecchio di contenzione, noto come retainer.

Tipologie di apparecchio di contenzione

Gli apparecchi di contenzione si dividono sostanzialmente in due tipologie anche se ne esiste una terza per un maggiore contenimento:

    • mobili o rimovibili, mascherine trasparenti in resina termoplastica, simili ai dispositivi invisibili e della durata di diversi mesi (più o meno da 6 a 9). Vengono realizzate in laboratorio seguendo il nuovo allineamento dei denti dopo il trattamento ortodontico. Ovviamente, l’efficacia dell’apparecchio dipende dalla collaborazione del paziente e dalla capacità di seguire le indicazioni del medico. È molto importante ricordare di indossare il dispositivo ogni giorno e dedicare il giusto tempo alla pulizia con prodotti adeguati che non possano rovinare i materiali. L’apparecchio di contenzione va sostituito di volta in volta per evitare che l’usura possa danneggiarlo in maniera irreversibile
    • fissi o splintaggi, archetti metallici fissati dietro i denti, sull’arcata inferiore e superiore. Il filo (anch’esso metallico) è del tutto invisibile e non provoca alcun disagio. Il retainer passivo può tuttavia rendere più complicate le manovre relative all’igiene orale, in quanto impedisce il corretto utilizzo del filo interdentale. Per evitare che la placca possa annidarsi tra le sacche dentali, il paziente dovrebbe sottoporsi a regolari sedute di pulizia professionale. In base al caso, lo specialista può programmare gli appuntamenti una volta all’anno oppure ogni 6 mesi
    • palatale, una sorta di placca di resina che aderisce al palato. Questa tipologia di apparecchio viene impiegata quando è richiesta una maggiore contenzione. Per ottenere ottimi risultati va indossato per mezza giornata per i primi 3 mesi e successivamente solo la sera prima di andare a dormire.

Quanto tempo devo portare l’apparecchio di contenzione

L’apparecchio contenitivo va posizionato lo stesso giorno in cui viene rimosso quello fisso. Nella maggior parte dei casi, la fase di contenzione ha una durata variabile da 2 a 3 anni, periodo durante il quale il paziente dovrà recarsi presso lo studio odontoiatrico più volte, per valutare insieme allo specialista l’andamento del trattamento. Le tempistiche possono variare anche in base al tipo di apparecchio adottato:

    • il dispositivo fisso è irremovibile e va indossato 24 ore su 24. In genere, gli specialisti consigliano di tenerlo fino all’estrazione dei denti del giudizio e garantisce risultati maggiori
    • il dispositivo mobile, invece, viene indossato tutto il giorno escludendo i pasti e i minuti necessari per l’igiene orale. Trascorsi tre mesi, sarà necessario portarlo solo di notte.

Per entrambe le opzioni, è compito dell’odontoiatra stabilire come procedere e la durata totale della fase di contenzione. Si ricorda che, qualora il trattamento non dovesse andare a buon fine e i denti tornare alla loro posizione originale è necessario ricorrere nuovamente all’apparecchio fisso, in quanto in caso di recidiva ortodontica il retainer non serve a nulla.

Come conservare l’apparecchio di contenzione

I retainer fissi e mobili vengono forniti di confezione protettiva. I primi non richiedono alcuna manutenzione speciale mentre quelli mobili vanno rimossi solo quando ci si siede a tavola e per completare l’igiene orale. Per una maggiore efficacia vanno indossati la notte.

Nei pochi minuti in cui l’apparecchio non serve, non va poggiato su una superficie qualsiasi (potenzialmente contaminata da batteri e virus) ma va conservato all’interno dell’apposito astuccio in dotazione e tenuto lontano da possibili fonti di calore, in quanto teme le alte temperature che potrebbero alterare la struttura della resina rendendola meno aderente e più opaca.

Come pulirlo

L’apparecchio di contenzione fisso non necessita di attenzioni particolari, basta procedere con la regolare spazzolatura e i normali sciacqui con il collutorio. Tuttavia, i fili metallici rendono difficoltoso l’uso del filo interdentale.

Per quanto concerne, invece, l’apparecchio di contenzione mobile bisogna procedere con più cautela adottando acqua fredda e sapone neutro (anche effervescente). Si consiglia di evitare di utilizzare il comune dentifricio in quanto la pasta, essendo abrasiva, potrebbe danneggiare in maniera irreversibile il retainer, graffiando il metallo oppure rendendo la resina meno trasparente e funzionale. La corretta igiene dell’apparecchio è importante per garantire un alito fresco, ma anche per evitare di portare in bocca germi, residui di cibo, tracce di sporco che favoriscono l’accumulo del tartaro.

È importante ricordare che anche le regolari visite di controllo presso lo studio odontoiatrico sono necessarie per monitorare l’evoluzione della posizione dei denti, soprattutto nei pazienti più giovani e gli adolescenti finché la crescita non è completata. Ogni appuntamento con lo specialista, inoltre, rappresenta una preziosa occasione per verificare lo stato di conservazione della contenzione fissa con filo metallico.